Vocca si dimette: il film su Regeni riapre il caso Aldro

Le dimissioni in serie all’interno della commissione che assegna i contributi al cinema riaprono la questione della trasparenza e dei criteri di valutazione: da 15 i membri sono scesi a 13, sullo sfondo la polemica per la bocciatura di documentari sensibili. La tensione spinge il Ministero a promettere una revisione delle regole mentre il settore chiede risposte immediate.

Nei giorni scorsi avevano lasciato Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti; a queste uscite si è aggiunta ieri la decisione di lasciare di Ginella Vocca, fondatrice del Med Film Festival. Vocca ha spiegato in una lettera al ministro di essersi fortemente opposta alla non ammissione del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, sia per iscritto sia durante le riunioni, e di aver atteso l’intervento parlamentare del titolare del dicastero prima di formalizzare le dimissioni.

Il ministro ha ringraziato Vocca e ha annunciato che il Ministero sta predisponendo un intervento normativo per rivedere organicamente le modalità di costituzione e funzionamento delle commissioni attraverso un decreto. Sul tema è stata convocata per oggi pomeriggio, nella sede del Collegio Romano, una riunione con tutte le associazioni del cinema, presieduta dallo stesso ministro insieme alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni.

Tra le proposte in campo emerge quella avanzata da Alessandro Usai, presidente di Anica: creare un albo di esperti idonei, selezionati in base al curriculum, una soluzione che riprende da tempo le richieste dell’Istituto per l’Industria Culturale (IsICult) e del suo presidente Angelo Zaccone Teodosi, favorevole a criteri pubblici e confrontabili per la scelta dei membri delle commissioni.

  • Impatto sulla credibilità: le dimissioni mettono in discussione l’affidabilità del sistema di valutazione dei progetti.
  • Rischio per i film: opere con temi delicati potrebbero incontrare difficoltà nel ricevere finanziamenti.
  • Possibile intervento normativo: il decreto annunciato dovrebbe dettagliare regole di selezione e composizione delle commissioni.
  • Richiesta di un albo: il settore chiede elenchi pubblici di professionisti valutati per competenza.

La vicenda si è allargata: è emerso che anche Aldro Vive, il film di Manuel Benati su Federico Aldrovandi — il diciottenne morto a Ferrara nel 2005 dopo un episodio di violenza da parte di agenti — è stato escluso dal finanziamento. Secondo il regista si tratta della terza bocciatura; la prima volta il progetto era risultato a un solo punto dalla soglia, mentre nelle successive valutazioni il punteggio è diminuito.

Il caso solleva due nodi pratici. Da un lato la gestione delle commissioni e la necessità di criteri trasparenti, dall’altro la percezione che alcune tematiche scomode possano essere penalizzate nella selezione dei contributi. Entrambi i punti saranno al centro dell’incontro convocato oggi, che potrebbe anticipare tempi e contenuti della revisione delle regole promossa dal Ministero.

Per il pubblico e per gli operatori del settore la posta in gioco è chiara: più che uno strappo isolato, la sequenza di dimissioni e le esclusioni consecutive evidenziano la necessità di rimettere ordine nelle procedure, con effetti concreti sul finanziamento e sulla circolazione di opere di interesse pubblico.

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