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Migliaia di piccoli granelli bianchi sono stati segnalati nelle ultime ore lungo il litorale del Poetto a Cagliari, con concentrazioni particolarmente evidenti all’altezza della **quarta fermata**. La scoperta preoccupa bagnanti e operatori locali perché i frammenti sembrano corrispondere ai cosiddetti nurdles, ovvero microplastiche largamente impiegate come materia prima nell’industria della plastica.
I residui raccolti in riva sono palline di pochi millimetri, simili a pellet, che possono essere trasportate dalle correnti e accumularsi sulle spiagge. A seguito delle segnalazioni la **Guardia costiera** è stata informata e sono in corso verifiche per accertarne l’origine e pianificare eventuali interventi di rimozione.
Perché conta oggi: i nurdles rappresentano una fonte persistente di inquinamento che può alterare gli habitat marini e finire nella catena alimentare. La comparsa su una spiaggia molto frequentata mette in luce il rischio di dispersione e la necessità di monitoraggio tempestivo, soprattutto in vista della stagione balneare.
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Che cosa sono i frammenti trovati al Poetto
Si tratta probabilmente di preforme polimeriche — i cosiddetti nurdles — usate come materia prima dall’industria plastica. Sono plastica solida, non biodegradabile, che con il tempo si frammenta ulteriormente in microplastiche invisibili.
- Aspetto: palline bianche o traslucide, di pochi millimetri.
- Origine probabile: perdite da carichi navali o fuoriuscite durante il trasporto e lo stoccaggio.
- Impatto: possono essere ingerite da pesci e uccelli marini; contribuiscono all’accumulo di microplastiche in mare.
- Stato attuale: segnalazioni raccolte al Poetto; autorità locali avviando accertamenti.
Non è ancora stata confermata una causa precisa: per ora gli accertamenti puntano a una possibile fuoriuscita da un carico in mare, ma saranno necessari prelievi e analisi per stabilire la natura esatta del materiale e la responsabilità dell’evento.
Conseguenze pratiche e prossimi passi
Dal punto di vista ambientale, anche un episodio localizzato può avere effetti duraturi: i pellet si accumulano nelle sabbie, si degradano in particelle più piccole e possono essere trasportati lontano dalle correnti. Per le autorità competenti il primo obiettivo è valutare l’estensione della contaminazione e organizzare la pulizia con tecniche che minimizzino l’ulteriore dispersione.
Alle istituzioni spetta anche verificare eventuali violazioni durante il trasporto marittimo e notificare i soggetti responsabili se emergono responsabilità. Sul piano locale, i gestori della spiaggia e le associazioni ambientaliste potrebbero essere coinvolti nelle operazioni di rimozione e monitoraggio.
Per ora si raccomanda cautela: evitare di toccare o raccogliere i granelli senza strumenti adeguati e segnalare nuovi ritrovamenti alle autorità locali. Seguiranno aggiornamenti a mano a mano che le analisi forniranno risultati più precisi.












