Durante la messa celebrata lo scorso 29 giugno a Settimo San Pietro, un parroco quasi centenario è stato insignito a sorpresa del titolo onorifico di monsignore: un riconoscimento che ha trasformato un momento di devozione in una festa per l’intera comunità. La notizia conta perché mette in luce la gratitudine verso una vita dedicata al ministero e la forza dei legami locali in una chiesa parrocchiale.
La cerimonia civile-religiosa è iniziata come qualsiasi celebrazione per ricordare i 66 anni di impegno sacerdotale di don Angelo Locci (noto come Don Locci), ma ha preso una piega inattesa quando è giunto in chiesa l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi.
Poco prima della conclusione della funzione, il parroco ha letto ad alta voce un decreto in latino che conferisce al sacerdote l’onorificenza di Monsignore. Subito dopo Locci è stato accompagnato in sacrestia per indossare il nuovo abito talare e ha fatto ritorno sull’altare tra gli applausi dei fedeli.
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La reazione è stata calorosa: applausi, sorrisi e commozione hanno accompagnato l’uscita del sacerdote, accolto anche dai familiari e dagli amministratori locali. In Piazza è stata servita la torta e la comunità ha festeggiato fino a tarda mattinata.
- Nome: Don Angelo Locci
- Onorificenza: Monsignore (decreto letto in latino)
- Servizio sacerdotale: 66 anni
- Luogo: Settimo San Pietro
- Chi sapeva della sorpresa: il parroco e una nipote, Sandra Casula
Solo pochissime persone erano al corrente della cerimonia preparata a sorpresa: tra queste la nipote Sandra, che nei mesi precedenti aveva preso le misure del talare del nonno senza rivelargli il motivo. «Me lo ha chiesto il parroco — ha raccontato — e io ho obbedito, senza dirgli nulla».
Locci, figlio di contadini, ha svolto il suo ministero in diverse parrocchie dell’isola: Goni, San Basilio, Nurri, Burcei, Soleminis e Serdiana. Oggi vive a Settimo con Sandra e, dopo il riconoscimento, ha ringraziato con la consueta umiltà: «Grazie, sono felice, ma continuate a chiamarmi don Locci».
Il sindaco di Settimo ha espresso le congratulazioni ufficiali, ricordando come questo titolo rifletta l’orgoglio dell’intera comunità. Per molti fedeli la giornata ha rappresentato non solo una celebrazione personale, ma anche un momento di conferma della continuità pastorale nel paese.
Alla domanda su cosa farà d’ora in avanti, il sacerdote ha risposto con semplicità: continuerà a partecipare alle messe, a pregare e a restare vicino alle persone «finché il Signore mi darà forza».
È stato un evento che ha mescolato sacro e civile, memoria e attualità: la consegna dell’onorificenza ha acceso per qualche ora i riflettori su una figura che, con più di sei decenni di servizio, rappresenta un legame vivo tra generazioni nella piccola comunità sarda.












