Spin Time al centro dell’appello: artisti e registi da Bellocchio a Verdone chiedono sostegno

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Il sequestro dello stabile noto come Spin Time all’Esquilino, dopo l’incendio di mercoledì sera, ha lasciato centinaia di persone fuori casa proprio mentre ondate di caldo colpiscono la città: la vicenda è ora al centro di pressioni politiche, appelli culturali e interventi di soccorso. Le decisioni prese nelle prossime ore potrebbero determinare se quella che la comunità descrive come una risposta concreta all’emergenza abitativa resterà attiva o verrà smantellata.

La mobilitazione culturale e la situazione in strada

Un nutrito gruppo di registi, attori e intellettuali ha sottoscritto un documento che difende l’esperienza dell’occupazione, definendola un laboratorio sociale e culturale che ospita circa 400 persone. Tra i firmatari figurano nomi noti del cinema italiano, che chiedono soluzioni immediate per chi in queste notti si è ritrovato all’aperto.

Decine di famiglie, anziani e oltre cento minori hanno passato le notti davanti al palazzo: alcune persone hanno dormito su brandine, altre in tende o sul marciapiede. I residenti e i volontari denunciano la scarsità di posti temporanei messi a disposizione e la necessità di servizi essenziali.

Richieste urgenti dalla comunità

Durante il confronto con l’amministrazione comunale sono emerse richieste precise, rivolte a garantire condizioni minime di welfare e sicurezza per le persone presenti all’esterno dello stabile.

Volontari distribuiscono aiuti e rifornimenti a persone in difficoltà durante un'emergenza abitativa
Interventi di soccorso e assistenza immediata per chi rimane fuori casa

  • potenziare servizi igienici e docce;
  • allestire spazi refrigerati e aree protette per bambini;
  • assistenza sanitaria continua, con supporto psicologico;
  • aumentare il numero di letti e posti dormitori temporanei;
  • spazi dedicati ad attività culturali per mantenere attive le funzioni sociali del centro.

Queste esigenze sono state illustrate da una delegazione di Spin Time durante un incontro in Campidoglio con rappresentanti dell’amministrazione capitolina, alla presenza degli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari e del vice capo di gabinetto con delega alla Protezione Civile, Giuseppe Napolitano.

Le funzioni sociali e culturali del centro

I promotori dell’occupazione ricordano che, oltre agli alloggi, lo stabile ospita un auditorium, una redazione, uno studio di registrazione, una biblioteca, una camera oscura e un museo: elementi che, secondo loro, lo rendono un punto di riferimento per il quartiere e per la città.

Interno di uno spazio culturale con biblioteca e zona studio, luogo di aggregazione comunitaria
Gli spazi culturali di Spin Time: laboratorio sociale aperto a migliaia di persone ogni anno

La necessità di preservare queste attività è al centro dei timori della comunità: la perdita degli spazi tradurrebbe non solo un ulteriore problema abitativo, ma anche la scomparsa di un luogo culturale aperto a migliaia di persone ogni anno.

La proposta del Comune e i ritardi decisionali

Il sindaco Roberto Gualtieri ha confermato che l’ipotesi di un acquisto dell’immobile è sul tavolo e rientra nel piano casa dell’amministrazione, sollevando però questioni giuridiche e procedurali che richiedono verifiche. Un tavolo tecnico ha chiesto tempo per esaminare la proposta e si aggiornerà nei prossimi giorni.

Gualtieri ha inoltre rimarcato il carattere drammatico della situazione e ha criticato le posizioni che, a suo avviso, sottovalutano l’emergenza delle persone rimaste in strada.

Reazioni politiche

La segretaria del Partito Democratico ha espresso pieno sostegno all’ipotesi di trovare una soluzione che non disperda l’esperienza della comunità. Dal governatore del Lazio è arrivata l’indicazione di rispettare eventuali graduatorie previste in caso di operazioni pubbliche sull’immobile.

Critiche più nette sono arrivate dalle forze di centrodestra, che giudicano sbagliato trasformare un’occupazione abusiva in un vantaggio politico o amministrativo, parlando di un pericoloso precedente.

Interventi locali e solidarietà

Nel frattempo, istituzioni locali e realtà del territorio hanno avviato misure immediate: la basilica di Santa Croce in Gerusalemme ha aperto le porte ai più fragili, mentre uffici del Municipio hanno messo a disposizione decine di posti letto per chi necessita di assistenza urgente.

Attivisti e residenti del quartiere chiedono che l’attenzione resti alta e che le soluzioni non siano soltanto temporanee ma mirate a garantire continuità abitativa e servizi.

Perché questa vicenda conta oggi

La crisi intorno a Spin Time tocca questioni che riguardano la gestione degli spazi urbani, la risposta alle emergenze abitative e il rapporto tra pratiche informali di auto-gestione e istituzioni pubbliche. Il modo in cui Comune, Regione e altri soggetti affronteranno il caso determinerà non solo il destino di centinaia di persone, ma anche il modello di intervento della città in situazioni simili.

Le prossime ore saranno decisive: tra verifiche tecniche, proposte d’acquisto e ipotesi di ricollocazione, resta aperto il nodo della tutela di minori, anziani e fragili che attualmente vivono in condizione precaria.

Spin Time e il suo futuro rimangono al centro di un confronto che mescola diritto, politica e tutela sociale: la risposta pubblica dovrà bilanciare vincoli legali, sicurezza degli immobili e la necessità di evitare che persone già vulnerabili finiscano per strada.

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