Mostra sommario Nascondi sommario
Quattro anni dopo la revisione costituzionale che ha introdotto il riconoscimento delle peculiarità insulari, oggi a Cagliari si tiene un seminario per valutare lo stato dell’attuazione e le ricadute pratiche per la Sardegna. L’incontro punta a capire cosa è cambiato nella vita quotidiana dei residenti e quali passi restano da compiere per tradurre il principio in misure concrete.
L’appuntamento è fissato per oggi alle 18 nella Sala Video OnLine dell’Unione Sarda, in viale Regina Elena 14. Al centro del dibattito c’è il tema dell’insularità dopo la modifica costituzionale approvata il 7 novembre 2022 (legge costituzionale n. 2), che ha aggiornato l’articolo 119 per riconoscere le specificità delle isole e avviare il superamento degli svantaggi legati alla insularità.
I relatori
Malpensa cambia nome: dedica a Silvio Berlusconi scatena lo scontro tra Salvini e Sala
Bonus poco noti: incentivi e rimborsi che puoi richiedere subito
- Maria Antonietta Mongiu — archeologa;
- Rita Dedola — avvocata;
- Gianvalerio Sanna — presidente Consorzio Uno, Oristano;
- Marco Betzu — docente di Diritto costituzionale, Università di Cagliari;
- Laura Caddeo — ex dirigente del Ministero dell’Istruzione;
- Gianni Marilotti — già senatore;
- Antonella Zedda — senatrice;
- Alessandra Zedda — consigliera comunale di Cagliari;
- Luciano Uras — già senatore;
- Simona De Francisci — giornalista, condirettrice Tg Videolina;
- Piero Comandini — presidente del Consiglio regionale;
- Simona Fanzecco — segretaria generale CGIL Sardegna.
L’iniziativa è promossa dal Comitato tecnico scientifico insularità in costituzione, realtà che monitora l’applicazione della norma e stimola il confronto tra istituzioni, esperti e società civile. L’obiettivo dichiarato è trasformare il riconoscimento formale in misure operative che incidano su servizi, infrastrutture e costi per chi vive nelle isole.

Perché conta oggi
La questione è attuale perché la norma costituzionale da sola non basta: serve un quadro attuativo che definisca risorse, criteri e strumenti per intervenire su trasporti, energia, istruzione e sanità. Senza questi passaggi, il beneficio resta teorico e i cittadini percepiscono pochi cambiamenti nel quotidiano.
Al seminario saranno quindi esaminati i punti critici rimasti aperti, le possibili soluzioni normative e amministrative, e le ricadute pratiche per comuni e imprese. Si tratta di capire quali atti occorrono a livello statale e regionale per tradurre il principio in provvedimenti misurabili.
Il dibattito si annuncia tecnico ma con implicazioni immediate: la definizione degli strumenti attuativi può incidere su finanziamenti, tariffe dei servizi, collegamenti marittimi e aerei, oltre che sull’accesso a politiche di sviluppo locale.
Chi segue il tema da vicino vedrà nell’incontro un momento per valutare le responsabilità degli enti e per sollecitare tempistiche più chiare. L’esito non è scontato: molto dipenderà dalla volontà politica di trasformare il riconoscimento costituzionale in norme e provvedimenti operativi.











