Porto Torres potenzia la medicina sportiva: nuovi servizi per atleti locali

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Due giorni dedicati alla medicina dello sport e all’inclusione agonistica: a Porto Torres, il 9 e il 10 ottobre, si accendono i riflettori sugli atleti con disabilità, protagonisti di successi nazionali e internazionali. L’appuntamento mette in campo riconoscimenti, confronto professionale e iniziative formative che puntano a consolidare percorsi di alta performance e inclusione sul territorio.

Premiazioni: chi sono i protagonisti

Venerdì 9 ottobre, all’Hotel Lybissonis, è in programma il matinale con le premiazioni inserite nella rassegna Asinarablu 2026. L’iniziativa è promossa dall’associazione Ambrosia insieme al Comitato Italiano Paralimpico Sardegna, con il patrocinio del Comune di Porto Torres, del Parco Nazionale dell’Asinara e della Fondazione Sardegna.

Sala dell'hotel con palco e trofei in vista prima della premiazione
Il salone dell’Hotel Lybissonis dove si svolgono le premiazioni.

L’evento – a ingresso gratuito – celebrerà otto atleti sardi, quattro uomini e quattro donne, con disabilità motorie o intellettive-relazionali, distintisi in discipline come atletica, nuoto, pallacanestro in carrozzina, danza sportiva e paracanoa. Gran parte di loro è già chiamata a vestire la maglia azzurra nelle competizioni paralimpiche: un segnale tangibile della qualità del vivaio isolano.

Le onorificenze saranno consegnate dal sindaco Massimo Mulas, dall’assessore allo sport Antonello Cabitta e da rappresentanti del mondo del volontariato e dello sport locale, insieme a ex atleti.

  • Federico Bobbato — pallacanestro in carrozzina, Asinara Waves
  • Federico Cabizza — atletica leggera, Sassari
  • Marta Concas — danza sportiva, Oristano
  • Paolo Deroma — atletica
  • Chiara Masia — specialità lanci, atletica Sassari
  • Francesca Secci — nuoto, Cagliari
  • Pistis Shablova Vikctoryi — paracanoa, Cagliari
  • Cristiano Uras — pallacanestro in carrozzina, Dinamo LAB Sassari

I premi e il valore simbolico

A ogni atleta sarà consegnato il trofeo Agitos, una scultura realizzata dall’artista Angelo Masala che omaggia Porto Torres e lo sport paralimpico. Per il concorrente che ha ottenuto i risultati più rilevanti nell’ultimo anno è previsto il premio speciale “San Gavino a cavallo”, sempre opera di Masala.

Nel passato la stessa scultura è stata assegnata a figure rilevanti dello sport e della ricerca, a testimonianza della volontà di riconoscere meriti civili e sportivi che vanno oltre la dimensione locale.

Chi sostiene l’iniziativa

All’evento aderiscono numerose realtà del territorio: Pro Loco e Tennis Club di Porto Torres, la Consulta del Volontariato, l’Università per le Tre Età (UTE), la Fidapa, il progetto Albatross, i Lions Club International e l’Istituto Mario Paglietti. Il coinvolgimento diffuso punta a rafforzare reti tra associazioni, istituzioni e operatori sportivi.

Formazione e sviluppo professionale

Sabato 10 ottobre la due giorni prosegue con un corso di alta formazione intitolato “L’atleta con disabilità”, sempre presso l’Hotel Lybissonis. L’obiettivo è offrire strumenti pratici e aggiornamenti per medici dello sport, allenatori, educatori e operatori sociali, migliorando l’assistenza e i percorsi di allenamento specifici per atleti con bisogni complessi.

Medici e allenatori durante un corso di formazione sulla medicina dello sport
Sessione formativa su prestazione e assistenza per atleti con disabilità.

Questo momento formativo è rilevante perché favorisce l’incontro tra conoscenze scientifiche e pratiche sul campo, contribuendo a standardizzare protocolli che aiutino a prevenire infortuni e a valorizzare le potenzialità degli atleti.

Perché conta oggi

Portare l’attenzione su sport e disabilità non è solo un atto simbolico: significa consolidare opportunità di carriera per giovani talenti, potenziare servizi sanitari e di accompagnamento e rafforzare l’inclusione sociale attraverso lo sport. A livello locale, eventi come questo creano anche ricadute pratiche su club, volontariato e formazione professionale.

Con gli occhi già rivolti ai grandi appuntamenti internazionali, la due giorni di Porto Torres conferma la Sardegna come territorio capace di produrre atleti di alto livello e di sperimentare modelli di integrazione sportiva che potrebbero essere replicati altrove.

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