Per un imprevisto che ha prolungato le celebrazioni del 212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha mancato il Vertice Ue-Balcani Occidentali in corso a Tivat, in Montenegro. L’assenza arriva mentre i leader europei discutevano temi chiave come l’allargamento dell’Unione e il ruolo dell’Europa nella guerra in Ucraina: questo rende l’episodio immediatamente rilevante per la posizione internazionale dell’Italia.
Secondo quanto comunicato da fonti di governo, Meloni ha avvertito personalmente il presidente montenegrino e il presidente del Consiglio europeo della propria impossibilità a raggiungere Tivat in tempo utile. Dopo la cerimonia, la premier si è recata in Prefettura a Reggio Calabria per la timbratura di un francobollo celebrativo — un appuntamento che non figurava nel programma ufficiale di Palazzo Chigi — e poi è decollata verso Roma, atterrando intorno alle 15.
Perché conta oggi
L’assenza italiana al vertice non è solo questione di immagine: trattative sull’allargamento ai Balcani occidentali, sulla stabilità regionale e sulle strategie comuni rispetto alla Russia e all’Ucraina stavano occupando i tavoli. Essere fisicamente assenti significa perdere opportunità di influenzare decisioni, alleanze e calendari che avranno effetti concreti sulla sicurezza e sugli interessi economici dell’Italia.
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- Allargamento Ue: discussioni sul calendario e sulle condizioni per potenziali candidati dei Balcani occidentali.
- Stabilità regionale: misure e piani per prevenire tensioni e incentivare riforme istituzionali nei paesi vicini.
- Coordinamento sulla guerra in Ucraina: ruoli della Difesa e politiche di sostegno comune tra i membri Ue e partner Nato.
- Rapporti bilaterali: incontri e colloqui informali tra leader che spesso definiscono accordi concreti.
Le reazioni politiche in Italia sono state immediate e critiche. Sulla piattaforma X il leader di Italia Viva ha sottolineato come l’assenza italiana emerga proprio mentre gli altri leader si trovano nei Balcani per discutere il futuro europeo. Il tono è stato duro e orientato a evidenziare la perdita di opportunità diplomatiche.
Dal fronte di Europa Verde, il deputato e co-portavoce Angelo Bonelli ha definito l’episodio come sintomo di una strategia estera poco presente nei luoghi dove si decide. Ha richiamato l’attenzione sul contrasto tra parole di patriottismo e la mancata partecipazione ai tavoli decisionali.
Anche il presidente del M5S ha commentato in termini critici, rimarcando difficoltà politiche e di credibilità che, a suo avviso, emergono quando l’Italia non è rappresentata nelle assemblee europee rilevanti.
Dal punto di vista istituzionale, Palazzo Chigi non ha parlato di rinuncia volontaria ma ha attribuito il problema al protrarsi degli impegni ufficiali sul territorio. Resta da vedere se nei prossimi giorni arriveranno ulteriori spiegazioni o se la vicenda produrrà conseguenze nei rapporti con i partner europei.
In termini pratici, l’episodio richiama l’attenzione su due elementi che pesano sulla credibilità internazionale: la capacità di conciliare impegni nazionali e appuntamenti multilaterali e la necessità di garantire presenza e continuità nelle negoziazioni che forgiano l’agenda europea. Per i prossimi incontri, osservatori e diplomatari cercheranno segnali concreti su come l’Italia intenderà riprendere il proprio ruolo.











