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Torino, Alleanza per la città continua nel segno di Musy

troianoTORINO 17 ago (Però Torino) – In continuità con l’azione politica di Alberto Musy. Così Alleanza per la città prova a ripartire, dopo l’inspiegabile agguato di cui è stato vittima l’avvocato torinese, che si era candidato a sindaco per il movimento liberale e centrista, ottenendo un seggio in Consiglio comunale. Musy è ancora in coma e un uomo, Francesco Furchì è accusato del tentato omicidio.

musy 2 facebook--400x300La moglie di Musy, qualche mese fa, ha chiesto che in Consiglio comunale il suo povero consorte fosse sostituito, dal suo punto di vista certo non politico, ma in segno di serietà e coerenza. Così è subentrato Dario Troiano (nella foto), il primo escluso della coalizione capeggiata da Musy, che si è insediato meno di un mese fa. D’accordo con gli altri rappresentanti del movimento, sono stati affissi i manifesti con il simbolo di Alleanza per la Città, anche per dare un seguito anche alle idee e ai desideri del giovane avvocato aggredito.

Alleanza Manifesto Esecutivo V2Una circostanza che potrebbe anche aiutare il sindaco Piero Fassino, che si scontra quotidianamente con una maggioranza – sembra paradossale, visto lo scarto alle urne – che spesso non riesce a garantire il numero legale e con alleati (soprattutto Sel) che giudica riottosi e poco allineati.

Non che Troiano si appiattirà sulle scelte di maggioranza, visto che resta all’opposizione. Ma si tratterà di una “azione politica ragionata, critica tuttavia non contraria a prescindere sulle scelte che riterremo giuste per la città”. Del resto Fassino sta anche corteggiando un’altra eletta della coalizione di Musy, vale a dire Federica Scanderebech, cui sarebbe stato chiesto di entrare in maggioranza. Insomma, come già aveva tentato di fare Sergio Chiamparino, lo spostamento verso il centro continua ad essere sperimentato nel ‘laboratorio Torino’, forse non proprio per volontà innovativa, ma per evidente difficoltà di convivenza all'interno dell’alleanza tra Pd ed estrema sinistra.

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