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Eventi

Tutti gli eventi a Torino e in Piemonte.

San Giovanni, scopri tutti gli eventi per la festa di Torino

sangiovanni-torinoScopri cosa puoi fare a San Giovanni, la festa del Patrono di Torino.

Programma della Festa Patronale di San Giovanni 2016 a Torino:

Ultima modifica il Giovedì, 23 Giugno 2016 08:27

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Viaggio nella Somalia italiana

 

umberto-savoia-mogadiscio-1928 viaggio-nella-somalia-italiana alpozzi1 1TORINO 13 mag (Però Torino) - La visita del Principe Umberto di Savoia nelle fotografie ritrovate di Carlo Pedrini” è il titolo del nuovo libro del fotoreporter torinese Alberto Alpozzi. Pubblicato da Eclettica Edizioni in anteprima per il Salone Internazionale del Libro di Torino (Stand B34-C33 pad. 1), verrà presentato sabato 14 maggio, alle 18.30, presso l'Osa Lingotto di Via Bizzozero 26 (dietro Eataly), con l'intervento del dott. Mohamud Yassin IIDA Policy, Communication and Fundraising Unit e di esponenti diplomatici della Repubblica Federale di Somalia, giunti proprio oggi in Italia. Introdurrà l'incontro internazionale il Consigliere Regionale e Comunale Maurizio Marrone, modera l'avv. Augusta Montaruli. Qui evento su Facebook.

Ultima modifica il Venerdì, 13 Maggio 2016 16:52

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Torino, protagonista assoluta su rai 2 il 7 maggio a Sereno Variabile

 

bevilacquaTORINO 5 mag (Però Torino) - E' un'intera puntata quella dedicata a Torino da Sereno Variabile, la nota e fortunata trasmissione di viaggi e turismo firmata RAI2, ideata e condotta da Osvaldo Bevilacqua.

Ultima modifica il Giovedì, 05 Maggio 2016 12:01

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Cenisia, Torino

 Cenìsia (così anche in piemontese) è un quartiere situato nella zona centro-occidentale di Torino, appartenente alla III Circoscrizione, insieme ai quartieri Borgo San PaoloPozzo StradaLesna e Cit Turin, e assimilato spesso con quest'ultimo.

È delimitato a nord-est col quartiere Cit Turin, nei tratti di Corso Vittorio Emanuele II tra la ferrovia di Porta Susa-Piazza Adriano e Corso Ferrucci tra Piazza Adriano-Piazza Bernini, quindi confina ad est con Corso Castelfidardo, a sud con Corso Peschiera, e infine a ovest da Corso Trapani (quartiere San Paolo)

(Fonte Wikipedia)

Ultima modifica il Lunedì, 17 Novembre 2014 11:25

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Borgo San Paolo di Torino

 

Borgo San Paolo (Borgh San Pàul in piemontese), o semplicemente San Paolo, è un quartiere ubicato nella zona occidentale della città di Torino, appartenente alla III Circoscrizione, insieme ai quartieri LesnaCenisiaPozzo Strada eCit Turin, più il piccolo rione Lancia, chiamato così perché ospitò la casa automobilistica torinese Lancia.

Ultima modifica il Lunedì, 17 Novembre 2014 11:23

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Mriafiori Nord a Torino

Mirafiori Nord (Mirafior Nòrd in piemontese) è un quartiere della II Circoscrizione di Torino, e fa parte della periferia sud-ovest della città. Prende il nome dalla zona Mirafiori e confina coi quartieri di Mirafiori Sud a sud, Pozzo Strada a nord, Santa Rita a est (insieme al quale costituisce la II Circoscrizione torinese) e col Comune di Grugliasco ad ovest. Da Mirafiori Nord si accede alla autostrada Tangenziale ovest di Torino, attraverso corso Allamano e corso Orbassano. Prima dell'istituzione delle circoscrizioni, era designato come "quartiere n. 12", delimitato dai seguenti confini:

Ultima modifica il Lunedì, 17 Novembre 2014 11:13

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Santa Rita di Torino, il quartiere

 

Santa Rita church toweSanta Rita (così anche in piemontese) è un quartiere della zona sud-ovest di Torino. Insieme al vicino quartiereMirafiori Nord, costituisce la II Circoscrizione. Il quartiere prende il nome dalla chiesa dedicata a Santa Rita da Cascia, costruita nella prima metà del XX secolo. (Fonte: Wikipedia)

Il quartiere è delimitato:

È una zona sviluppatasi principalmente negli anni '60 e '70, con il grande afflusso di immigrazione meridionale. Attualmente è una zona residenziale e ricca di esercizi pubblici.

Nel quartiere è inoltre situato un vasto complesso sportivo, composto principalmente dal riqualificato e ingranditoStadio Olimpico, sulle basi dell'ex Stadio Comunale, e dal Palasport Olimpico Isozaki, entrambi progettati in occasione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino del 2006.
Sono altresì presenti due parchi, il Rignon (più piccolo) e il cosiddetto "Piazza d'Armi" (o parco Cavalieri di Vittorio Veneto), quest'ultimo più grande, situato nei pressi dello stadio e prospiciente al lungo mercato rionale di Corso Sebastopoli.

Storia

Le origini agricole

Questo territorio fu inizialmente diviso in grandi tenute agricole, che subirono un frazionamento a partire dal XV secolo, periodo in cui vennero costruite numerosecascine. Gli edifici rurali, circondati da campi coltivati e dalle bealere, i piccoli canali di irrigazione, erano collegati con la città da due assi stradali: lo stradone diStupinigi (l'attuale corso Unione Sovietica) e la strada di Orbassano (l'attuale corso Orbassano)[1]. La definitiva fisionomia agricola dell'area si stabilizzò nel XVII secolo. Le cascine più note erano la Martiniana, oggi inesistente e sostituita dalla Centrale del Latte di Via Filadefia, la Olivero di Via Arbe e la Grangia di Via Caprera, anch'esse andate pressoché in rovina.[2].
Di particolare interesse storico oggi rimangono ovviamente la chiesa-santuario in stile neogotico dedicato alla santa, più la villa Amoretti che si trova dentro il ParcoRignon.[3]

L'assedio del 1706[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'assedio di Torino, questa zona fu compresa tra le due linee di controvallazione e circonvallazione dell'esercito francese. L'area fu scelta dal duca de la Feuillade, uno dei generali, come centro di comando.
La cascina Olivero ospitava il quartier generale vero e proprio del duca; la già citata cascina Grangia, all'epoca ancora munita delle mura medievali, fu invece destinata a fureria, mentre la Martiniana fu trasformata in forno per il pane.
Tutti gli edifici furono uniti con opere di fortificazione (mura e valli) e collegate con un sistema di trincee[4].

Il Novecento

Il tradizionale impianto agricolo rimase pressoché intatto fino ai primi del Novecento, quando furono costruiti i primi edifici al di fuori della cinta daziaria: lo sviluppo urbano venne fissato intorno alle barriere doganali di Orbassano e Stupinigi e alle relative direttrici stradali, secondo i piani regolatori del 1887, del 1901 e del 1908[5]. Le case popolari di via Tripoli 71-75 sorsero tra il 1908 e il 1912[6], mentre nel 1913 sorse nelle vicinanze la scuola elementare Mazzini, in stile liberty[7].
Negli stessi anni si era sviluppato il nuovo polo militare attorno alla nuova piazza d'Armi, ceduta dal comune all'esercito nel 1906.
Il nuovo ospedale militare "Alessandro Riberi", terminato nell'autunno del 1913 dopo oltre sette anni di lavori, venne inaugurato il 5 luglio del 1914. Occupava un'area di 85000 m2 e fu considerato uno dei migliori esempi di edilizia ospedaliera del tempo[8] e un "prodigio di modernità"[9]
In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, l’ospedale è stato ampiamente ristrutturato in diciannove delle venticinque palazzine interne, diciassette delle quali sono state destinate a struttura alloggiativa per oltre mille giornalisti durante l’evento olimpico, e due per assicurare una migliore collocazione del Centro Militare di Medicina Legale.
Terminate le Olimpiadi, la struttura, tornata all’Esercito, ha subito ulteriori trasformazioni per dare ospitalità ai militari in servizio a Torino, mentre in convenzione con la Facoltà di Scienze Strategiche dell’Università degli Studi, è stato creato il Campus Militare “Riberi”.
Il Dipartimento Militare di Medicina Legale “Riberi” è organizzato nell’area del complesso all’angolo fra via Barletta e corso IV novembre, mentre un poliambulatorio funzionale e la Farmacia completano la struttura.[10]


Nel 1916, un giovane prete, don Giovanni Baloire, militare nel corpo di Sanità, si trovò aquartierato nella scuola elementare Mazzini, presso il nuovo ospedale militare (oggi ancora presente, insieme alla caserma della Guardia di finanza), ed ebbe modo di osservare il nuovo borgo in espansione. Finita la guerra, il prete fu nominato nel 1919 vice-parroco nella parrocchia di San Secondo a Torino, dove era già presente un culto di santa Rita da Cascia, santificata da papa Leone XII meno di un ventennio prima. Baloire insistette per titolare un santuario presso quest'area, perché le allora chiese di Crocetta e diLingotto non bastavano più, ed erano troppo lontane per gli abitanti delle case di quella zona[11]. Con l'appoggio di monsignor Pinardi, il parroco di S. Secondo, il sostegno e il sostanzioso aiuto dei devoti della allora Compagnia di Santa Rita, il progetto venne approvato dal vescovo nel 1925. Il comune di Torino concedette un'area prima di 5000 e poi di 10000 m2prospiciente la piazza che, con delibera dell'11 aprile 1928, sarà ufficialmente intitolata a santa Rita da Cascia. I lavori cominciarono il 19 maggio 1927 e terminarono nel 1933 con la costruzione del campanile[12]. L'intera chiesa, completa degli arredi interni e dell'organo, sarà ufficialmente consacrata solo l'11 maggio 1957[13]. L'autore del progetto, in stile neogoticofrancese, fu l'architetto salesiano Giulio Valotti, già celebre per la progettazione della chiesa di Gesù Adolescente in Torino, ilsantuario del Selvaggio a Giaveno, numerosi istituti salesiani in Italia, e l'ampliamento della basilica di Maria Ausiliatrice e dell'Oratorio Valdocco di Torino.
 
Facciata della chiesa di Santa Rita a Torino

Il boom edilizio e demografico (1958-1985)

 
Illuminazione di via Tripoli realizzata da Guido Chiarelli negli anni sessanta

A partire dal dopoguerra la popolazione cominciò a crescere rapidamente per l'immigrazione dalle campagne, dal sud e dall'est Italia, ma anche da varie zone centrali della stessa città. Nel 1961 si registrò un aumento del 223% rispetto ai dieci anni precedenti: gli abitanti passarono da 23.000 a 74.000[14]. Il ritmo costruttivo si accentuò ancora di più negli anni seguenti, anche in conseguenza della legge sulle case popolari n. 167 del 1962. Tra il 1963 e il 1968 il quartiere crebbe disordinatamente, evidenziando carenze di servizi per l'enorme popolazione residente. Nel 1970 si toccarono i 104.191 residenti, con soli tre mercati e nessun ospedale; anche scuole, servizi sociali e sanitari, aree verdi erano insufficienti[15][16][17]. Nel 1972 sorse il primo comitato di quartiere, con funzioni consultive.[18]. Nel 1985, quando Santa Rita fu unito a Mirafiori Nord per formare la II circoscrizione amministrativa, nel quartiere c'erano ancora 80.000 abitanti.[19]

Oggi

Quartiere ricco di negozi e commercio, oggi è considerato discretamente ben servito. Il mercato rionale di Corso Sebastopoli risulta uno dei più frequentati dell'interaTorino sud. Le antiche tradizioni popolari non mancano; ancor oggi, ogni sera del 22 maggio, ricorrenza della santa, si svolge un'affollata processione per le vie del quartiere.

Monumenti e luoghi di interesse

Villa Amoretti e il Parco Rignon

 
Villa Amoretti.

Costruita nel 1760, fu acquistata dal comune il 20 ottobre 1970 insieme al parco che la circondava e trasformata in biblioteca civica. Nel 2004 è stato aggiunto un nuovo padiglione sul retro della villa per ospitare la nuova sede della biblioteca.
Nel 1650 era ancora una semplice cascina, quando l'acquistò Giambattista Amoretti, giovane prete ligure divenuto poi elemosiniere e diplomatico presso la corte ducale di Carlo Emanuele II. La villa attuale fu edificata dal nipote Giambattista diOsasio. Carlo, ultimo marchese di Osasio, ebbe una sola figlia, che morì nel 1807 lasciando la villa in eredità ai Guasco di Castelletto, famiglia della madre, e infine passò ai Provana di Collegno. Pochi anni dopo, la villa fu acquistata dai conti Rignon. Il conte Vittorio, proprietario unico nel 1899, la fece ristrutturare: abbatté i rustici a lato della villa, fece ingrandire il parco e costruire le nuove scuderie e l'arancera.[20]. Quindi passò al conte Paolo Luigi Rignon, poi al suo discendente Felice Rignon, già sindaco di Torino e senatore, che la donò, successivamente, al Comune.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco Rignon.

Parco Cavalieri di Vittorio Veneto e Stadio Olimpico

 
Laghetto di Piazza d'Armi, con la torre Maratona e lo stadio Olimpico sullo sfondo

Il parco, popolarmente noto come Piazza d'Armi, fu effettivamente utilizzato a tale scopo dall'esercito dal 1906 fino alla fine degli anni '60. Ospitò, dal 1959 al 1971, anche l'Eliporto "Aldo Cavallo"[21].
Il comune acquistò due terzi del vasto terreno compreso tra corso IV novembre, corso Sebastopoli, corso Galileo Ferraris e corso Lepanto per farne un grande parco pubblico di circa 220000 m2.
Gran parte dell'antica Piazza d'Armi fu quindi sostituita dall'espansione edilizia dell'adiacente quartiere residenziale diCrocetta, mentre gli spazi verdi furono riqualificati soprattutto nella parte sud, in un'area prospiciente l'antico Stadio Mussolini- poi rinominato Monumentale, oppure "Vittorio Pozzo", o Comunale o Municipale - e ora denominato Stadio Olimpico. Lo stesso complesso olimpico ospita attualmente anche il Palasport Olimpico - o altrimenti detto Pala-Isozaki, più altri complessi sportivi dedicati al nuoto.

Il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto fu ufficialmente inaugurato nel 1973[22].
Lo spezzone centrale rimase di proprietà del demanio, e attualmente ospita strutture sportive dell'esercito. La parte nord del parco ospitava invece un campo accoglienza di nomadi, oggi dismesso, più un'area ricreativa comunale.
La parte sud del parco invece, fu radicalmente trasformata in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, con la creazione di una piazza pedonale di 20000 m2, che sostituì il preesistente tratto continuo del viale alberato di corso Sebastopoli.
A ridosso dello Stadio Olimpico vi sono presenti anche un'alta opera in rame chiamata Punti di vista, dell'artista inglese Tony Cragg[23], uno specchio d'acqua in asse con la Torre Maratona e il camino per la grande fiaccola olimpica, che fu costruito e acceso nel 2006.
All'interno del parco è presente anche un'oasi naturalistica, dove nidificano varie specie di uccelli[24].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Olimpico (Torino).

Istituto di Riposo per la Vecchiaia

Il grande edificio sul Corso Unione Sovietica, a ridosso col quartiere Lingotto noto in passato anche col dispregiativo nome di Poveri Vecchi, fu progettato da Crescentino Caselli, allievo di Alessandro Antonelli, e costruito tra il 1881 e il 1887 come succursale decentrata dell'ormai inadeguato Ospizio Generalissimo di Carità (Palazzo degli Stemmi di Via Po), quindi destinato a poveri, anziani e malati.
Fu poi ribattezzato nel 1931 come Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia.
È costituito da un corpo centrale e quattro padiglioni: la struttura è di muratura e tiranti metallici a volte, con una copertura di laterizi incombustibili. La facciata misura 351,5 m e l'intera struttura occupa un'area di 25000 m2. Inizialmente poteva ospitare fino a 1800 assistiti.
Attualmente la parte sud dell'edificio ospita una residenza per anziani, mentre le due ali nord sono la sede di parte della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Torino e della sede centrale del Consorzio CSI-Piemonte[25].

Impianti sportivi

 

Ultima modifica il Lunedì, 17 Novembre 2014 11:09

Visite: 1850

Crocetta di Torino, il quartiere

 

Chiesa Parr.le Crocetta-Torino

La Crocetta (la Crosëtta in piemontese) è un quartiere della I Circoscrizione di Torino, situato poco più a sud rispetto al centro storico cittadino ed è storicamente una delle zone residenziali di maggiore prestigio.

Cominciò a svilupparsi a partire dal XVII secolo intorno all'omonima chiesa della Crocetta ed ha raggiunto il suo massimo sviluppo urbanistico tra l'Ottocento e il Novecento mantenendo la fama di quartiere aristocratico.

Quotidianamente vi si svolge un noto mercato all'aperto che è diventato meta di shopping per molti torinesi e comprende al suo interno anche due borghi dall'identità distinta e ben definita: San Secondo e Santa Teresina.

È delimitato:

  • a nord da Corso Vittorio Emanuele II
  • a est da Corso Turati e da Via Sacchi
  • a ovest da Corso IV Novembre, Corso Mediterraneo e Corso Castelfidardo
  • a sud da Corso Monte Lungo, Corso Lepanto e Corso Bramante

(Fonte: wikipedia)

 

Borgo San Secondo

La zona compresa fra Corso Re Umberto e la Stazione di Porta Nuova è conosciuta come Borgo San Secondo ed è stata edificata a partire dal 1850 dopo lo spostamento della Piazza d'Armi ad ovest di Corso Re Umberto. Il nome del borgo si deve all'omonima chiesa, costruita per volontà di san Giovanni Bosco e consacrata l'11 aprile 1882.

Santa Teresina

La zona compresa fra i corsi Einaudi, Duca degli Abruzzi e Mediterraneo è conosciuta come Santa Teresina ed è stata edificata a partire dal 1890 (le sue prime costruzioni sono le case popolari della Martini & Rossi e risalgono al periodo compreso fra il 1889 ed il 1896).

La zona pedonale

 
La Crocetta, corso Galileo Ferraris e, sullo sfondo, monumento al re Vittorio Emanuele II
 
Facciata di abitazione in via Lamarmora

In origine quest'area era adibita a scopi diversi tra cui quella di adunate militari. Sino al 1909, dopo Piazza San CarloPiazza Vittorio Veneto e San Secondo, la nuova Piazza d'Armi era compresa nell'area dell’attuale isola pedonale, comprendendo anche lo spazio occupato attualmente dal Politecnico dove, nel 1910, venne costruito il gigantesco Stadium. Quest'imponente impianto sportivo polivalente, capace di ben 70.000 spettatori, venne poi abbattuto alla fine degli anni Quaranta.

Nella zona antistante il Politecnico, verranno quindi tracciate le tre nuove direttrici, ovvero: Corso Duca d’Aosta, Corso Trento e Corso Trieste. Qui tra il 1903 e il 1937 viene realizzata la prestigiosa area residenziale che comprende prestigiosi edifici progettati dai maggiori protagonisti dell’architettura dell’epoca (Pietro FenoglioGiuseppe Momo), caratterizzati da stilemi architettonici ecletticineogotici e Liberty.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liberty a Torino.

Quest'area, racchiusa tra Corso Einaudi, Corso Duca degli Abruzzi, Corso Montevecchio e Corso Galileo Ferraris, è stata resa pedonale il 9 agosto 1974 dalla giunta del sindaco Giovanni Picco, non senza contrasti e discussioni con i residenti. [1]

Servizi

 
Tipica casa del quartiere

Grazie alla sua vicinanza al centro della città, vi hanno sede numerose attività commerciali tra cui il noto mercato e sedi di alcune istituzioni pubbliche quali:

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 14 Novembre 2014 10:22

Visite: 1392

Centro di Torino

Il Centro (o Torino Centroël Sènter in piemontese) è il quartiere centrale e più antico della città di Torino, nel quale è localizzato il maggior numero di monumenti e di luoghi storici; dal 1985 costituisce, insieme al quartiere Crocetta, laI Circoscrizione della città.

È delimitato:

(Fonte Wikipedia)

 

Quadrilatero Romano

È il perimetro tipico del castrum romano e della relativa colonia di Augusta Taurinorum, fondata dagli antichi romani intorno al 28 a.C. La relativa struttura topografica è ancora riconoscibile nell'assetto viario di gran parte della città, cioè con vie ortogonali, perfettamente parallele e perpendicolari. Sono altresì rimasti alcuni importanti resti della originaria cinta romana.
L'area del "Quadrilatero" è intesa come quella all'interno delle primitive mura romane, essenzialmente delimitata dagli attuali Corso Regina Margherita/lato sud di Porta Palazzo, Corso Valdocco, Via Cernaia e Piazza Castello. L'asse decumano maximo, corrispondente all'attuale Via Garibaldi, si chiamò successivamente via Dora Grossa, poiché sede di un corso idrico al centro della stessa via, in vari punti ancor visibile. Il decumano collegava quindi la Porta Praetoria, detta in seguito Porta Fibellona (i cui resti si trovano ora inglobati in Palazzo Madama di piazza Castello, evoluzione del castello che fu la residenza dei signori Acaja-Savoia della città durante tutto il Medioevo) con la Porta Decumana, situata all'incrocio tra le attuali vie Garibaldi e della Consolata. Perpendicolare al decumano era il Cardo maximo, che collegava la Porta Principalis sinixtera, conservatasi nelle sue strutture fondamentali (le ancor visibili "Porte Palatine"), con la Porta Principalis dextera (detta in seguito Porta Marmorea) sita sull'attuale via Santa Teresa, ma oggi praticamente inesistente. Il tracciato dei "cardi", sviluppato sull'asse di Via Porta Palatina e via San Tommaso, oggi non risulta chiaramente riconoscibile a causa di interventi di epoca medievale che lo hanno parzialmente cancellato. A fianco delle (Porte Palatine) inoltre, sorgeva una antico teatro romano, ora parzialmente coperto dellamanica nuova del Palazzo Reale e parzialmente annesso al Museo di antichità. Secondo una ricostruzione plausibile, l'area attualmente occupata da piazza Palazzo di Città, antica piazza delle Erbe, per via del mercato chi vi si teneva, sarebbe stata la sede del forum della cittadina romana.
Oltre alle già citate Porte Palatine e a Palazzo Madama, rimangono resti delle mura romane a fianco delle Porte Palatine stesse, sia a cielo aperto sia inglobati in edifici posteriori, il basamento di una torre angolare in via della Consolata angolo via Giulio, e resti di fondazioni delle mura nelle sale sotterranee del Museo egizio, fondato nel 1824; quest'ultimo, famoso nel mondo, è secondo solo a quello di Il Cairo, e si trova presso l'antica sede dell'Accademia delle Scienze, vicino a Piazza Castello. L'Accademia fu fondata da Joseph-Louis Lagrange come polo culturale e scientifico europeo già ai tempi dell'Illuminismo.

 
Via Roma

Gli ampliamenti a partire dal XVI secolo

Per tutto il Medioevo, il centro di Torino rimase confinato nella antica cinta muraria. Soltanto dopo il 1563, quando i Savoia trasferirono qui la capitale del loro ducato dalla precedente città (oggi francese) di Chambéry, si cominciò considerare l'esigenza di grandi ampliamenti architettonici.
Il primo intervento fu nel 1567, con la costruzione nell'angolo ovest delle città (all'incrocio delle attuali via Cernaia e corso Siccardi) di una possente cittadella fortificata, di cui ora rimane solamente il mastio. La prima espansione verso sud venne realizzata soltanto nel1620, sull'asse dell'attuale via Roma, con la costruzione della cosiddetta contrada NuovaVia Nuova e Porta Nuova, nell'area dove sorgerà l'omonima stazione ferroviaria, e l'erezione di una nuova cinta muraria.
Il XVIe il XVII secolo diventarono quindi i periodi del barocco sabaudo, con la nascita di prestigiosi palazzi e nuove chiese, oltre che signorili piazze, una per tuttePiazza San Carlo. Nel 1663 si ebbe un secondo ampliamento a est, lungo l'asse della "via di Po" (via Po) e la costruzione del vicino Palazzo Carignano. Nel 1714, venne poi iniziato un terzo ampliamento in direzione nord-ovest, nell'area detta Porta di Susa o Segusina, con la costruzione dell'attuale Piazza Statuto.
A partire dal XIX secolo, la città si espanse quindi al di fuori delle mura, giungendo ad occupare tutte le aree extra moenia, che diedero vita a quartieri della allora periferia, essenzialmente: a sud il già esistente borgo (o contrada) "Nuovo", a ovest il Borgo Dora e Valdocco, a nord-est il Vanchiglia. Fu l'architetto e consigliere comunale Carlo Ceppi che, per primo, ruppe l'ortogonia delle vie del Quadrilatero Romano e del centro cittadino in genere, progettando, nel 1884, l'obliqua ViaPietro Micca in stile eclettico, ed al quale fu poi affidata la progettazione dell'adiacente quartiere di Crocetta in stile liberty.

Oggi

 
Palazzo Madama, costruito sui resti dell'antica porta romana, indica storicamente l'esatto centro della città di Torino

Il concetto di un "centro di Torino" (come quartiere) è relativamente recente: fino all'inizio del XX secolo, il "Centro" era appunto suddiviso in borghi o contrade, normalmente associate alle funzioni commerciali o collegate alle parrocchie di competenza: ad esempio, la zona di via XX Settembre si chiamava la "Misericordia", la zona adiacente a via Accademia Albertina era "contrada San Filippo", ecc.
In memoria della vecchia fortificazione Savoia-Acaja e della sede dell'antica residenza sabauda del Palazzo Reale, per l'urbanistica e la topografia, la numerazione civica delle strade e delle distanze chilometriche, fu istituita in Piazza Castello, come vero e proprio "centro" città.
L'area di Via Po, Via Garibaldi, Via RomaVia Pietro MiccaPiazza Castello e Piazza San Carlo ospitano, tradizionalmente, i più prestigiosi negozi della città.
Allo stesso modo, a cavallo fra le vie XX Settembre e via Arsenale, hanno una sede storica gli istituti di credito, come la Cassa di Risparmio di Torino e la sede torinese della Banca d'Italia.
In piazza Palazzo di Città (l'antica piazzetta delle Erbe) ha sede il Comune di Torino, mentre in Piazza Castello la storica sede della Regione Piemonte, e in Palazzo Cisterna (via Alfieri) la sede della Provincia di Torino.
Da notare come l'organizzazione sabauda avesse localizzato in maniera organica i vari ministeri della capitale: in particolare, tutte le sedi istituzionali (il Palazzo Reale, la sede del Parlamento, la sede del Senato, la sede della Zecca di stato e della Banca d'Italia ed i vari ministeri), erano distribuiti su un'area molto limitata, in modo da rendere le comunicazioni ed i collegamenti quanto più rapidi possibile. Di particolare interesse inoltre, furono i prestigiosi teatri, oggi ancora attivi.

 
Mole Antonelliana
 
La sede della RAI a Torino. Nelle finestre è visibile il riflesso della Mole Antonelliana.

Il più celebre è certamente il Regio di Piazza Castello[1], voluto da Vittorio Amedeo II e progettato dallo Juvarra nel 1740. Altri teatri famosi in centro rimangono il Carignano, l'Alfieri, e lo Stabile, quest'ultimo un teatro di prosa sorto nel 1955 nel già pre-esistente Teatro Gobetti di Via Rossini.

La parte nord-orientale del centro è delimitata dall'ampia Piazza Vittorio Veneto, a ridosso del fiume Po, e dall'adiacente quartiere Vanchiglia. In questa zona sono da citare, ovviamente, la nota la Mole Antonelliana, monumento simbolo della città e oggi utilizzata come sede del Museo nazionale del Cinema. Il terreno su cui sorse rimaneva al di fuori della cittadella del XV secolo, presso la cosiddettacontrada del cannon d'oro, rimasta fortificata fino all'arrivo di Napoleone Bonaparte. Quest'ultimo fece abbattere il bastione, rendendo il terreno più instabile e dando successivi problemi alla futura costruzione della Mole. Tale contrada inglobò anche l'adiacente al Palazzo Reale (XVII secolo), e parallela alla antica via di Po (Via Po), zona chiamata contrada della Posta o contrada dell'Ippodromo(l'attuale inizio di Via Rossini e Via Verdi), per via delle le regie scuderie, costruite tra il XVII e XVIII secolo, oggi rivalutate nei due edifici denominati, appunto, la Cavallerizza Reale[2]

Adiacente alla Mole, troviamo la sede dove nacque l'Unione radiofonica italiana e la celebre (e ancora operativa) RAI TV di Via Verdi.

Una nota particolare meritano infine i caffè storici, alcuni dei quali (Mulassano, Caffè Torino, Caffè Baratti&Milano, Caffè Fiorio, Caffè Pepino e Ristorante del Cambio), sono stati riconosciuti monumenti di importanza storica dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sia perché notevoli dal punto di vista dell'arredamento o dell'architettura, ma soprattutto perché non è errato sostenere che, proprio ai tavolini di questi antichi caffè, si siano decisi, fin dal Risorgimento, i destini dell'Italia.
Molte vie centrali di Torino hanno cambiato nome nel corso degli anni in seguito ad avvenimenti storici: ad esempio l'attuale via Verdi, fino a 90 anni fa era chiamata "via della Zecca".

Diverse via o piazze del centro città sono inoltre note con soprannomi: Piazza Carlo Alberto è nota come la "piazzetta", mentre Piazza Carlo Emanuele II è nota come "Piazza Carlina"; Piazza della Repubblica è da sempre più nota con il nome di Porta Palazzo, in piemontese Porta Pila; C.so Regina Margherita è noto come corso "Regina", Piazza Savoia, come "l'Obelisco". Lasciando il quartiere centro (ma solo di pochi isolati), il Borgo Dora è universalmente nota come il "Balon", fino a qualche anno fa non era raro trovare persone anziane che riferendosi a corso Matteotti, lo chiamasse "corso Oporto" o parlasse di via Garibaldi, riferendovisi col vecchio toponimo "via di Dora Grossa".
Curiosa è la storia di Piazza Vittorio Veneto: quando fu necessario scegliere una piazza da dedicare alla battaglia di Vittorio Veneto, la scelta cadde su questa piazza in quanto, essendo al tempo già dedicata a Vittorio Emanuele I di Savoia era popolarmente chiamata "piazza Vittorio". Visto che era presente un "Vittorio" in entrambi i nomi, in questo modo non sarebbe stato necessario cambiare il soprannome e le abitudini dei torinesi.

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 14 Novembre 2014 10:21

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Tutta l'Italia (da amare) sbarca a Torino

italia-da-amareTORINO 9 set (Però Torino) - Il 26-27-28 Settembre 2014 debutterà a Torino, in piazza Vittorio, la prima edizione di "Italia da amare" - fiera del turismo di territorio e di qualità - che si propone di offrire un contributo innovativo alla promozione di un turismo attento alla natura, all'ambiente, alle bellezze storico-architettoniche, ai paesaggi rurali, alpini e marini incontaminati, alle tradizioni culturali, enogastronomiche ed artigianali di eccellenza, che solo il nostro Paese è in grado di offrire.

Ultima modifica il Martedì, 09 Settembre 2014 15:35

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