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Nepotismo e appalti agli amici: il cd che fa tremare il Comune di Torino

Comune-torinoTORINO 7 ott (Però Torino) - Mezza città che conta coinvolta, molti figli della Torino bene con inclinazioni artistiche che spuntano qua e là. L'elenco di nomi che emerge dalla lettura del Cd sugli affidamenti sotto soglia del Comune (leggi qui), sta divertendo, irritando e facendo disperare mezza città. Alcuni hanno paura che qualche magistrato voglia metterci il naso.

Sino a quel punto, non si può parlare né di illeciti, né di reati. Ma di gravi mancanze dal punto di vista della opportunità amministrativa e politica, molti cominciano a dire, senza nemmeno sussurrare tanto. Come per i 275mila euro in pubblicità affidati alla In-Adv, agenzia presso la quale all'epoca lavorava l'allora vicepresidente del Consiglio comunale Michele Coppola, oggi assessore regionale alla Cultura. L'agenzia, negli anni, ha fatturato milioni di euro al Comune: "Ma è ovvio – ribatte Coppola – si tratta di una grande organizzazione, che gestisce enormi portafogli clienti. Lavorava con l'amministrazione di Torino prima che io ne facessi parte e continua a farlo, ora che io non sono più né in Comune, né in In-Adv".
Oppure per la situazione del figlio di Anna Martina, Marco Barberis, più volte beneficiato da lavori e appalti senza gara. Martina, da 14 anni, è a capo della comunicazione del Comune di Torino. Gestisce le programmazioni pubblicitarie, le campagne, gli eventi, le manifestazioni alle quali dare contributi. Solo nel periodo olimpico ha distribuito più di 10 milioni di euro. La Martina firma (e fa firmare alle sue sottoposte, per di più sotto concorso) determine a favore della società di cui fa parte il figlio. Senza dimenticare la curiosissima vicenda della Mostra Fare gli Italiani, curata dal marito: lei in quell'occasione era la controparte, incaricata di vigilare sulla spesa del Comune per torino 150. Barberis, tra l'altro, prende affidamenti di secondo livello dalle Settimane musicali, dal Regio.
Ci sono poi i nomi dell'attuale vicepresidente del Consiglio Giovanni Maria Ferraris e del consigliere dei Moderati Gabriele Moretti, anche se va detto che per una società come quella di Moretti (Contacta) le cifre di cui stiamo parlando paiono piuttosto ininfluenti. Forse un motivo in più per evitare quei contratti, da parte di un presidente di società che nel frattempo fa il consigliere comunale.

A Torino occhiali da vista completi a soli 35 euro invece di 260 euro!
Insomma, il senso dell'opportunità non pare brillare nel sistema Torino. Si disegna un super partito e, una sorta di "Sistema Sesto" (alla Penati, per intenderci) che coinvolge naturalmente in modo maggiore il centrosinistra al governo, ma che non esclude affatto il centrodestra e la sua morbidissima opposizione alle decisioni sbagliate di chi governa, che hanno portato il debito comunale a 5 miliardi di euro.
Se il PdL ha le sue vergogne, il Pd ne ha infatti molte di più: nel famigerato Cd figurano decine di personaggi che ruotano intorno al Pd, spesso ex amministratori, beneficiati con affidamenti. Ad esempio Rondoletti, ex assessore Pd a Beinasco, con un incarico di progettazione.

Se accostiamo questi primi dati dal Comune alla parentopoli regionale, il dato che emerge è quello di una politica che si finanzia attraverso il drenaggio di risorse pubbliche (fiscalità) verso privati, singoli attivisti o dirigenti o capibastone o "imprenditori".

Poi, ci sono i casi di scarsa opportunità che passano dal Comune alla Regione, come una segretaria dell'assessore Casoni, Maria Grazia Boffa, assunta a 91mila euro, in modo peraltro legittimo. Il fatto è che oggi un primario guadagna 60mila euro. Ma non paiono situazioni troppo strutturate e strutturali. Anche Paola Ambrogio, consigliera comunale Pdl e moglie dell'assessore regionale Ravello, che ha due incarichi di segreteria: 71mila euro dalla Regione, più 25mila dalla Provincia.
"In gergo politico anni '80, possiamo dire che è dimostrato il superpartito. Di Pietro direbbe la cupola d'affari. Solo che invece che spartirsi i piani regolatori (quello, già fatto con le 200 varianti che hanno anche premiato imprese mediocri e speculatori poi andati falliti, e oggi abbiamo un surplus di 50mila alloggi), si spartriscono le commissioni per servizi, stampa manifesti e i 18mila Euro per preparare 12 slides della Martina a Helsinki", conclude un osservatore esperto della politica torinese.

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